| -TERRITORIO | ||
In ordine alla richiesta effettuata da alcuni studenti di acquisire dati inerenti la strutturazione del nostro territorio, al fine dì approfondire le conoscenze indispensabili del nostro "habitat" e di confrontarle con quelle delle realtà dei Comuni limitrofi, spesso anche oggetto di elaborazioni scolastiche, di seguito si riportano alcune informazioni:Superficie Comunale: Kmq. 45 equivalenti a 4549 Ettari Superficie Montana: la totalità Superficie Svantaggiata: Km.q 30 Sviluppo Altimetrico: Minimo 494 S.l.m. (Arquino) Massimo 3.678 S.l.m. (Monte Disgrazia) Caratteristiche Geologiche: Substrato roccioso caratterizzato da notevole eterogeneità. I litotopi dominanti sono rappresentati dalle Pietre Verdi della Valmalenco e da potenti depositi terrigeni derivanti dallazione dei ghiacciai. A partire da Torre fino a quota 1500 il fondo ed i versanti sono caratterizzati da depositi morenici e fluvio-giaciali di notevole potenza. In tali depositi, particolarmente erodibili in quanto sciolti, si sono impostati i maggiori dissesti a.87Rilievi Montagnosi: Il territorio è suddiviso in 7 fasce altimetriche con intervalli di 500 m. 1^: piano di fondovalle Caparè m.480 7^: fino 3678 monte Disgrazia 80% fascia di versante montuoso a partire da 1550 m. 20% da 470/1200 m. fondovalle e primo versante interessato dai maggiori insediamenti urbanistici. Laghi: 3 (Arcoglio - Cassandra - Zana) Fiumi e Torrenti: Mallero - Valdone - Torreggio - Giumellino - Frisigaro Sorgenti: n° 7 principali alimentanti la rete aquedottistica comunale + altre minori ad uso rurale o private. Aree Boschive: 15 Kmq. in parte a foglia ed in parte a conifera. Vincoli: Il territorio comunale risulta in gran parte assoggettato a vincoli di varia natura; idrogeologico e di tutela ambientale Leggi n° 1497 del 1939 e n° 451 del 1985 (Legge Galasso) Il Comune di Torre di Santa Maria è inoltre proprietario in territorio comunale di Lanzada di: - Km.q 20,00 di superficie nelle località Cime Musella, Fellerio, Campolungo, Campascio, Musella, Foppa e Franscia in piena proprietà; - Kmq. 0.36 di superficie nelle località Musella, Foppa e Franscia in comproprietà con i frazionisti di Motta e Dosso dei Vetti. DOVE VIVIAMO E stato detto che il futuro ha un cuore antico. Nella contemporaneità e modernità conserviamo qualcosa di antico che ci fa radice ed anche scudo e salvando questa antichità ci garantiamo il passo nel presente. Chi siamo? Da dove veniamo? Luomo che conosce la propria storia, che si collega col mondo che gli fu padre è meno povero, meno effimero, meno pericolante sulla vertiginosa altalena della storia comune.Dopo il cenno storico sulle origini dei nostri borghi affrontato sul notiziario dellanno passato, pare meritevole soffermarsi, sia pure in modo veloce, ad una descrizione delle numerose frazioni che costituiscono il nostro paese. ARQUINO Piccolo centro abitato costituito da una manciata di case, nei pressi dello sbocco della Val di Togno, proprio dove il torrente si apre la strada verso il fondo della Valtellina. Torre di S.Maria è quel lembo di terra fra il Mallero ed il torrente Valdone che scendendo dalla Valle dei Cani segna il confine della Valmalenco. Punto di passaggio dellimportante mulattiera del XVII secolo e successivamente della prima carrozzabile per la valle, Arquino perse una parte della sua importanza con la costruzione della strada tracciata sullopposto versante della valle. Se ne ha una rapida e suggestiva vista dal viadotto della strada provinciale: è rimasto un ameno borgo, tagliato fuori dalla Valmalenco sino ad un anno circa fa, ed è ora ad essa ricondotta dalla nuova strada Arquino-Mossini. Dal ponte "nuovo" (1621), così denominato perchè più volte ricostruito, dato che in quel punto il Mallero esercitava di preferenza la sua forza distruttiva, la vecchia mulattiera del 600 attraversa le case e risale a tornanti (i turnachee) il cordone morenico trasformato dalla tenacia dei valligiani in una serie di terrazzi coltivati a vite.CAGNOLETTI Le ultime propaggini vitali sulla morena raggiungono la frazione di Cagnoletti. Una conca chiusa, fertile con il fondo torboso che segna lesistenza in tempi preistorici di un piccolo lago. Il ritrovamento di reperti storici ha portato a sostenere la tesi che Cagnoletti fosse uno dei più vecchi insediamenti della valle, edificato lungo la mulattiera che aggira la conca. Il nome antico del luogo era Vai de Cani ma si è in seguito passati al diminutivo dialettale "Cagnulet". Nel 1621 contava sette fuochi (famiglie) così poveri da non pagare nemmeno le decime. TORRE Sorge sotto lantico castello dei Volardi e fino allerezione della Chiesa non fu che una semplice contrada della quadra Bondoledo. Il nucleo antico è quello dei Volardi. Si sviluppa sullo stesso piano del Castello, costruito su una posizione naturalmente forte, sul dosso di una morena staccata nettamente dal pendio sottostante, in comunicazione ottica con le torri di Melirolo e con quella distrutta di Marveggia. In tempi successivi col decadere e labbandono degli antichi borghi accrebbe dimportanza con conseguente allargamento, prima con gli insediamenti a monte della Chiesa Parrocchiale: la contrada vecchia di via Cortile, per poi gradualmente espandersi fino allattuale assetto.S. GIUSEPPE La frazione prende il nome dalla chiesetta dedicata al Santo ed è costruita sopra una frana che nel XVI secolo distrusse lantico villaggio di Bondoledo. La tradizione sembra confermata, sia dalla prospezione geologica indicante lesistenza di un movimento franoso ora consolidato, sia dal ritrovamento di reperti testimonianti un antico insediamento. CA BIANCHI Il balzo indietro nel tempo è immediato, una stretta stradina con le pareti delle case annerite dal fumo, un arco costruito in parte sulla viva roccia, una minuscola piazzetta con una cappellina. Al centro uno dei più importanti reperti preistorici della valle: un masso sub circolare sulla cui superficie superiore sono perfettamente visibili 23 cappelle. Trattasi di cavità scavate nella roccia ché, secondo alcuni studiosi, testimoniano lesistenza di una popolazione dedita al culto del sole e nello stesso tempo il suo desiderio di rappresentarlo su roccia seppur in modo schematico ed elementare.Lantico insediamento umano preistorico, in tempi successivi, tornerà poi ad essere rivalutato, quando, sfruttando la posizione altimetrica del luogo, si renderà idonea alla difesa, così come gli adiacenti Pizzi e Musci. PIZZI-MUSCI Agglomerati umani con delle precise caratteristiche abitative, sono dei veri e propri piccoli paesi, interessati da popolazione stabile, sorti attorno al 1200/1300 ed edificati dalle genti del fondo valle decise a difendersi dalle incursioni cui erano soggetti. Oggi non annoverano alcun residente e le abitazioni sono interessate unicamente da soggiorni estivi. CIAPPANICO Analogamente al precedente borgo anche questa contrada vede i sui albori in quei tempi (1200/1300). lI nucleo originario è la parte vecchia, con caratteristiche baite ben conservate con piccoli campi faticosamente ricavati dai declivi ripidi, ha per sfondo la scoscesa valle del Torreggio duramente colpita dagli eventi calamitosi del 1987, che ancora oggi, specialmente ai suo imbocco, ne porta segni evidenti. TORNADU Il nucleo vecchio della contrada è più recente degli altri posti sulla stessa latitudine e probabilmente ciò è dipeso dalla vicinanza col temuto Mallero, famoso per le sue poderose piene che libero da argini e briglie, periodicamente terrorizzava la vita dei Malenchi del tempo. S. ANNA Anche questa località di fondo valle fu interessata da realizzazione di opere di difesa alla vecchia carovaniera. Delle antiche origini rimane la Torre collegata a vista con le altre distribuite per la valle e il nucleo primitivo della contrada si eresse attorno a quella fortificazione per poi avere, successivamente, lo sviluppo dei giorni nostri in zona adiacente. CRISTINI Costeggiando le case dellattuale contrada fino ad un viottolo o gradini si raggiunge una piazzetta. Al centro si nota un grande blocco di origine morenico, parzialmente inglobato nelle case vicine, con incise delle cappelle similare a quelle dei Bianchi. E stata avvalorata lipotesi che i due borghi si siano sviluppati attorno a un insediamento preistorico, forse di carattere sacrale. Dalla piazza si evidenzia la disposizione a quadrato delle case e le fortificazioni e feritoie ancora ben visibili, nonostante il rimaneggio delle passate ristrutturazioni, lasciano pensare che il paese fosse chiuso e difeso in ogni lato.MELIROLO Proseguendo verso nord, lungo la mulattiera, si raggiunge il borgo abbandonato a seguito totale spopolamento per il susseguirsi di epidemie di peste. Il complesso dalle caratteristiche strutturali medioevali è costituito da tre torri facenti parte del sistema difensivo e di segnalazione della Valle ed era in comunicazione ottica col Castello di Torre. ZARRI E un villaggio che, raggiunto dalla carrozzabile solo da pochi anni, ha mantenuto pressoché intatta la sua tipologia abitativa. Ha una struttura concentrica sulla quale si affacciano gli edifici più imponenti che, sia pure in parte abbandonati, testimoniano lantica prosperità della contrada. SCAIA-FOIANI E GIANNI IN VAL DAGUA La valle è percorribile solo da mulattiera che, passando per SCAlA che presenta dimore con millesimazioni del sec.XVII e XVIII, raggiunge Foiani, un vero e proprio borgo, un tempo stabilmente abitato che ha conservato integralmente il suo aspetto originario. A causa della pendenza presenta quasi tutte le case visibili in facciata. La verticalità domina anche gli spazi interni, le scale e le strade lastricate, i passaggi coperti. Numerosi i ballatoi dalle linee semplici, mentre compare anche qualche edificio con pareti in legno a travi incastrate (block-baun), una rarità in Valmalenco. Proseguendo ancora si incontra GIANNI, con origini sicuramente più recenti, edificato con abitazioni rurali al servizio dei pascoli. Questi nuclei in seguito furono ampliati e ad essi si aggiunsero altre località minori e case sparse correlativamente allinsorgere di esigenze abitative diverse, non più strettamente legate allattività agricola pastorale ma senza comunque alterare quella che era la vecchia distribuzione abitativa sul territorio. Torre di Santa Maria non ha infatti avuto lespansione degli altri centri Malenchi che hanno invece abbracciato lindustria del turismo a partire dagli anni 60. Dopo un periodo di auge che lo vedeva luogo di partenza di spedizioni di nobili inglesi con portatori al seguito per effettuare le prime scalate delle cime, per cui la costruzione degli antichi alberghi di cui rimane solo traccia di qualche sbiadita insegna sui muri, Torre è rimasto un ameno e tranquillo paese residenziale.(fonti: Valmalenco di N. Carnetta G. Corbellini e Va//i segrete in Valtellina e Valchiavenna di Benetti e c.) |