| -I NOSTRI BORGHI RAGIONI STORICHE DELLE LORO UBICAZIONI | ||
Durante l'ultima fase glaciale dell'epoca quaternaria si formò il grande ghiacciaio Malenco che scendeva dalla catena del Bernina. Al finire del periodo glaciale cominciò la ritirata definitiva delle grandi masse gelide che lasciarono laghi, fiumi, torrenti e grossi depositi morenici su cui, progressivamente, si manifestò un notevole inerbamento. La fauna della pianura del Po', sottoposta a grandi battute di caccia da parte degli aborigeni, per fuggire dalle zone di pericolo, avventurandosi sulle montagne (Orobie) e risalendole, raggiunse la Valtellina. Le grandi paludi di fondovalle, alimentate dalle acque della deglaciazione, sospinsero gli animali alla ricerca di pascoli formatisi sulle più antiche morene. La Valmalenco, al suo imbocco, a quel tempo aveva già un habitat idoneo ad ospitare quella fauna. Gli animali vi approdano e con loro, poi, anche i cacciatori (homo alpinus) che si stanzieranno definitivamente in epoca risalente al 3000 a.C.Il primo stanziamento umano malenco doveva essere situato nella zona di Cagnoletti (Involto-Cagnoletti-Bressia) e, gradatamente, raggiunse tutta la zona di Torre di Santa Maria, prima parte della valle a coprirsi di vegetazione. La caccia dovette essere l'unico modo di concepire la vita che, probabilmente, si svolse in rifugi rudimentali e, nell'area di Cagnoletti, in capanne su palafitte a causa dei ghiacci ancora molto bassi sul fondovalle. Nulla si sa di quelle tribù alpine in quei tempi remoti e la documentazione storica fornisce come certe notizie al 200 d.C.. Roma, nel progetto di espansione imperiale, sferra l'attacco alle alpi Centrali, elimina ogni resistenza e impone la sua documentazione (15 d.C.), rimandando comunque la sua entrata in Malenco solo nell'anno 250 d.C. Nel 252 d.C. il Console P. Licino Valeriano riconosce l'importanza commerciale e strategica della Valmalenco e progetta la costruzione della strada del Muretto verso il cuore della Rezia, avvalendosi della posta che da Mossini, dove passava la via Valeriana, conduceva a Cagnoletti e poco oltre. La progressiva romanizzazione della Valle consiste nel passaggio graduale verso una forma di vita più evoluta. In Malenco, sulla base delle antiche stazioni umane e di ciò che resta di esse (CagnolettiTorre), si vanno con infinita lentezza formando coaguli di umanità lungo la carovaniera del Muretto. In queste località primitive, eredi di quelle preistoriche, viene così addensandosi qualche nucleo umano organizzato, realizzando rudimentali abitazioni attorno alle torri di guardia della carovaniera, una sorta di fortilizio ammassato forse a causa del freddo, forse per l'istinto alla difesa e, probabilmente, per tutte e due le cose, con una configurazione che da allora non è molto cambiata. La costruzione di un importante torre di guardia alla carovaniera aveva determinato la nascita del luogo detto appunto la Torre (attuale Torre di Santa Maria). Della lontana potenza di Roma non si sente che l'eco e con lo spegnersi del suo potere imperiale, nel mondo di allora restano solo, sparpagliate ed abbandonate, le isole che la civiltà romana aveva creato e sviluppato, ora pronte a germinare a loro volta. Dal 500 al 1000 la Valle conosce un periodo di relativo isolamento, viene abbandonata la strada per il Muretto, le torri di guardia e anche la Pista Cagnoletti. Il collegamento con la Valtellina si ha con un nuovo tracciato: la Cavallera (Sondrio-Montagna-Ponchiera-Arquino-Ca' Ceschina). Con l'anno 1000 Torre inizia il suo regolare cammino verso il futuro garantendo ai suoi abitanti dicrete possibilità di vita, si incrementa il patrimonio agricolo demolendo largamente le selve per ricavarne prati. All'inizio del 1200 viene al potere in Sudri (Mossini) la famiglia de' Capitanei e col suo primo signore Alberto la Val.co torna ad essere guardata attentamente, riconoscendo alla strada per il muretto la funzione di rapido collegamento con i centri commerciali retici. Torna in auge la vecchia carovaniera e si edificano pure nuovi torri di guardia e di controllo, probabilmente sulle piante di quelle più antiche, collegate a vista: Cagnoletti, Spriana, Torre (la cosiddetta piccionaia, Melivolo, S. Anna di Torre, Dosso di Caspoggio, Chiesa ecc. (In Torre di Santa Maria esiste, oltre alla torre vera e propria, una seconda costruzione in contrada Volardi la casa del Vescovo o anche Castello. Si tratta probabilmente di antica stazione per il cambio dei cavalli e/o di sosta).Da quel tempo in Valmalenco, ormai collegata alla Valle Dell'Adda, involontariamente comincia a costruire la sua storia con quella della valle i cui avvenimenti di riflesso vengono a toccarla. Conosce quindi la guerra tra Guelfi e Ghibellini e se pur manca una documentazione storica precisa, facilmente si immagina che le opere della carovaniera, nonché le località abitate conobbero le incursioni e le rappresaglie dei vincitori Ghibellini (1292). Da ciò nasce probabilmente quel fenomeno caratteristico di fuga verso l'alto da parte degli abitati con la conseguente formazioni di nuovi agglomerati umani in zone sovente molto fuori mano, per difendersi appunto dalle aggressioni e dalle scorrerie facili sul fondo valle. Nascono quindi veri e propri paesi in miniatura: PizziMusciBianchiDaguaCiappanico con delle caratteristiche precise, da non confondersi con altri abitati legati invece all'esistenza dei pascoli e pertanto edificati secondo un piano ben preciso dettato dall'utilizzazione di essi quali: PiasciArcoglioGianniMarciana ecc. Questa fuga verso l'alto non è certamente un errore, infatti permette un rapido abbandono, alla data occasione, dalla località principale minacciata e favorisce l'ulteriore utilizzo dei terreni alti: più terreni da semina, più pascolo, più foraggio per nuovo bestiame e quindi incremento dell'attività agricola e conseguente aumento di ricchezza.Verso il 1100 nacque il Comune e, nell'ambito di organizzazione amministrativa e civile, nel 1200 il territorio venne frazionato in 3 quadre (BONDOLEDO o quadra maggiore, CAMPO e MERILORO) che riconducono il loro nome al villaggio più grande. (N.B. oggi non risulta esserci alcun villaggio denominato Campo, forse era esistito un vecchio campo militare o forse il nome deriva dal latino campus: terra dissodata. Non esiste nemmeno Bondoledo, il villaggio che si trovava o nel punto ove sorge la chiesa di S. Giuseppe o tra le contrade di Musci e Pizzi, andato completamente distrutto da una colossale frana). Nel 1308 i Malenchi diventano i vicini di Sondrio, andando a far parte della appena costituita Comunità di Sondrio sudditi di una con valle. Dal 1440 al 1500, di riflesso ad un periodo di pace fra le famiglie Visconti e De' Capitani per l'egemonia sulla Valtellina, la naturale tendenza operativa dei contadini porta i suoi frutti. Si vanno formando gruppi di famiglie importanti per numero e potenti per armenti e proprietà terriere:BORDOLEDO Mitta, Folatti, Orsetti, Cometti, Pradella, Tornado. CAMPO Bisci, Canotti, Corlatti, Gianotti. MERILORO Ioli, Foianini, Cristini, Dell'Avo. Questa famiglie formano un vero e proprio nucleo di propulsione verso il progresso del paese. Il prevalere di alcune famiglie sulle altre determina una sorta di corsa al potere che si concretizza con l'introduzione di bestiame sul territorio, nell'utilizzazione di ampie zone prative e di pascolo e nella creazione di altre adatte allo scopo. Così le quadre si mettono in movimento ed inizia la risalita delle rispettive sponde montuose, distribuendosi le proprietà dei maggenghi detti in quei tempi curade (fra i 950 e 1820 m slm) e delle Alpi (tra 1600 e 2390 m. slm). Col disboscamento si formarono nuove zone di sfruttamento e nuovi gruppi di casolari, talvolta veramente sperduti ai piedi delle montagne, abitati solo saltuariamente nei periodo estivi. Nel 1400, forse per festeggiare l'inizio del secolo in Torre decisero di costruire la loro Chiesa là dove probabilmente erano ancora conservate le rovine o le vestigia dell'antica torre romana, appena fuori dall'abitato-fortilizio, dove ancora oggi si trova, benché non sia più la medesima. (La chiesa, che non doveva essere altro che una cappella, viene dedicata alla nascita di Maria e così la denominazione antica di la Torre divenne Santa Maria della Torre mutatasi nel 1800 in Torre di Santa Maria e le quadre, in quel tempo eressero una specie di chiesa della comunità, disponendo infatti di chiese proprie). Per alcuni secoli Torre, come il resto della Valle segue la vita amministrativa della comunità di Sondrio con i de'Capitanei, i Visconti, gli Sforza e lo Stato delle Tre Leghe fino al 1797. Gli anni del periodo compresi fra il 1550 e il 1600 sono anni di catastrofi naturali: alluvioni, esondazioni, terremoti, frane, smottamenti e poi ancora siccità e gelo, e così estese sono le rovine apportate che, dalle tracce preistoriche a qualche abituro del XVIII secolo tutto sembra essere scomparso. Così, probabilmente, attorno alla metà del 1550 fu annientato il villaggio chiamato Bondoledo. Dopo questi terribili avvenimenti la popolazione ricomincia a riorganizzarsi. Lentamente si inizia la ricostruzione dei villaggi e dei fienili, si risanano i prati franati, si erigono muri di sostegno, si terrazzano i terreni. La dominazione dei Grigioni (per quasi tutto il periodo da 1512-1790) comporta uno stravolgimento nella vita di tutti i giorni e soprattutto quella religiosa e ciò che i Grigioni non cambiaro no fu solo il funzionamento amministrativo politico della Valle.La gente, oltre alla guerra, conosce anche la peste scatenatasi in tutta la sua estrema violenza e la mortalità è altissima, quasi totale. Interi paesi e frazioni contano solo due o tre famiglie, località come Pizzi e Musci si trovano svuotate quasi completamente e Melirolo, già provata profondamente, dato che un secolo prima era quasi stata totalmente distrutta da una frana, diviene tomba di tutti i suoi abitanti. Inizia per Torre e la Valle un isolamento totale, avvolta completamente dagli avvenimenti valtellinesi. Le genti si dedicano a riorganizzarsi dopo le passate terribili prove e a perfezionare il loro modello di società. I nuclei abitativi, già abbozzati nella loro veste definitiva, vengono arricchiti lentamente di nuove case. A Torre le case vengono costruite staccate dall'antico nucleo (Volardi) con l'intenzione chiara di allargare l'abitato, conservando la chiesa quale suo centro ideale per potersi raccogliere in più persone. Rimboschimenti e opere di rassodamento dei terreni, attività rurali in genere e cura del bestiame furono le attività principali. Ai Grigioni seguono francesi, già vecchi padroni, (1797-1799) e poi gli Austriaci in un susseguirsi di anni monotoni e di stenti. Con l'inizio del Regno d'Italia, nel 1861 non ci sono miglioramenti di vita: le tasse e le imposte sono gravose e le genti, per sopravvivere, fuggono iniziando un processo migratorio rivolto prima alle Americhe e all'Australia per continuare poi, in periodi più recenti, verso le città di pianura. L'economia locale, seguendo poi i corsi degli avvenimenti storici, consente in congiunture favorevoli, anche l'incremento edilizio e soprattutto Torre, lentamente, cambia fisionomia. La sua ubicazione sulla strada della Valle, l'incremento del traffico e del commercio, il crearsi dei primi servizi proprio in quel borgo (ufficio postale e scuola, è molto più tardi il Municipio e l'ambulatorio medico) contribuiscono a farlo germogliare e renderlo il fulcro di un sistema frazionistico, vigente tutt'oggi.(Fonte: Val Malenco di E. Pavesi) |